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giovedì 20 dicembre 2018

Celebrare Natale “nella zona giusta” del mondo

Questa che sto scrivendo dovrebbe, come consuetudine pastorale, essere la mia nota natalizia che ormai pubblico ogni anno in questo periodo che ci avvicina al ricordo di una nascita miracolosa.
 
E' una nota che, normalmente, si concentra sulle cose, “positive” del Natale, sui miei ricordi di bambino, sulla gioia.

Perdonatemi, ma quest'anno sarà un po' differente. Perdonatemi se non porterà gioia, o se la porterà solo in parte.

Quante volte dirai, da qui al 25 Dicembre, la frase “Buon Natale”? Ed in che modo la dirai?

Celebrerai davvero il ricordo sobrio della nascita del Cristo, oppure celebrerai l'opulenza della festa occidentale? Celebrerai colui che è venuto a cambiare la tua vita attraverso l'adozione nella famiglia di Dio, se hai accettato quel dono disceso dall'alto a Natale (poco importa che il 25 dicembre non sia la vera data), oppure celebrerai coloro che trarranno beneficio economico dalla vendita di tutto ciò che compererai per festeggiare “in modo adeguato” la stagione? Lo celebrerai nel santuario del tuo cuore devoto, o nelle “shopping mall” del centro commerciale?

Vorrei che tu riflettessi, ogni volta che dirai “Buon Natale”, che dovresti aggiungere anche “... a te che vivi nella zona giusta del mondo”. Perché? Semplicemente perché, che tu sia credente o meno, nella zona del mondo dove sei nato, dove sei nata,  puoi festeggiarlo senza dover rischiare la tua vita per farlo. Senza farlo di nascosto. Senza temere che la tua casa venga arsa assieme a chi ci vive dentro. Senza essere picchiato. Senza vedere i tuoi figli uccisi.

Festeggia pure, ma ricordati che lo fai perché non sei parte di 215 milioni di persone nel mondo perseguitate a motivo della loro fede in Cristo. Perché nessuno dei tuoi familiari fa parte delle oltre 3.000 persone uccise in un anno pur di non rinnegare la propria fede. Perché la chiesa dove forse entrerai solo a Natale non rischia di essere demolita assieme ad altre 15.000. Tutto questo perché hai avuto la fortuna di nascere “nella zona giusta” per poterti proclamare cristiano.

Magari sei tra quelli che si indigna solo perché una maestra (a torto o a ragione) sostituisce “Gesù” con “laggiù”  in una recita di Natale alle elementari, ma non sai che in Cina in questo momento stanno abbattendo chiesa su chiesa per impedire che le persone lo festeggino, che in Bulgaria  ogni pastore cristiano dovrà ottenere il permesso dallo Stato per celebrarlo, che in Turchia i missionari vengono messi in carcere, che persino Amnesty International ha  derubricato la strage di cristiani in Nigeria come “lotta tribale per la terra”.

O forse lo sai... ma tu sei nato, tu sei nata “nella zona giusta”, e puoi far finta che queste cose non riguardino te.

 Forse molti dei volti che incontrerai durante questo Natale e che noi chiamiamo con il nome collettivo di “migranti” stanno fuggendo proprio perché cercano una “zona giusta del mondo” dove gli sia permesso di celebrarlo.

Se pensi che il Natale sia pace, ricorda che colui che è nato ha detto anche “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra... I nemici dell'uomo saranno quelli di casa sua!” (Matteo 10:34a, 36). Se pensi che il Natale sia sicurezza, ricorda che colui che celebri ha anche detto: “ S'avvicina il momento in cui quelli che vi uccideranno crederanno di offrire un servizio a Dio.” (Giovanni 16:2)

 In che modo festeggerai Natale, tu che sei nato, tu che sei nata “nella zona giusta del mondo”? Il dono del Natale per te si concretizza anche nella capacità di celebrarlo; festeggialo, ma non solo a Natale. Parlane, ma non solo a Natale. Agisci con misericordia , pace bontà verso tutti... ma non solo a Natale.

 Fai della tua vita un continuo Natale, tu che ha la fortuna di essere nato, di essere nata “nella zona giusta” per essere libero, per essere libera di celebrarlo.

  Marco

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